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Musica: Bruce Springsteen, concerti, artisti e incontri.

  • Perché Springsteen: la mia storia con il Boss

    Perché Springsteen: la mia storia con il Boss

    Bruce Springsteen: ci sono passioni che ti accompagnano per tutta la vita, e per me una di queste ha proprio questo nome. In questo articolo vi racconto come è iniziata, e perché per tanti fan italiani la sua musica è molto più di un insieme di canzoni.

    Milano, San Siro, 28 giugno 2003

    Il mio primo concerto di Bruce Springsteen è stato a Milano, allo Stadio San Siro, il 28 giugno 2003. Era la data che chiudeva la parte europea del The Rising Tour, il tour dell’album The Rising, il disco con cui Bruce aveva raccontato l’America dopo l’11 settembre.

    Non lo sapevo ancora, ma quella sera sarebbe diventata leggendaria: molti fan, e perfino il suo manager Jon Landau, l’hanno indicata come uno dei migliori concerti di Springsteen di sempre. Io lo ricordo per una ragione più semplice: è stata la sera in cui ho capito perché tanta gente parla del Boss come di un amico.

    Grazie agli amici Dario e Mauro che hanno permesso, a me, di conoscere meglio i concerti del “Boss”.

    Cosa mi lega alla sua musica

    Le canzoni di Springsteen parlano di strade, di lavoro, di sogni, di amicizia e di seconde possibilità. Sono storie di persone normali, raccontate con rispetto. Forse è per questo che arrivano a chiunque, a qualsiasi età: ognuno ci ritrova un pezzo della propria vita.

    E poi ci sono i concerti: tre ore e più sul palco, con la E Street Band, senza risparmiarsi mai. Chi ci è stato lo sa: non si esce da un concerto del Boss come si è entrati.

    La E Street Band

    Non si può parlare del Boss senza parlare della sua band, la E Street Band. Musicisti che lo accompagnano da decenni: Steven Van Zandt e Nils Lofgren alle chitarre, Roy Bittan al pianoforte, Garry Tallent al basso, Max Weinberg alla batteria, Patti Scialfa alla voce. E poi il sassofono di Clarence Clemons, “Big Man”, scomparso nel 2011 e ancora oggi ricordato con affetto a ogni concerto.

    Sul palco si sente che non sono semplici musicisti, ma un gruppo di amici che suona insieme da una vita. Anche questo, per me, fa parte della magia.

    Da dove cominciare ad ascoltarlo

    Se Bruce Springsteen lo conosci solo per qualche canzone famosa, ecco alcuni album da cui partire:

    • Born to Run (1975): il disco della svolta, pieno di strade, auto e voglia di partire.
    • Darkness on the Edge of Town (1978): più duro e maturo, racconta il lavoro e i sogni messi alla prova.
    • The River (1980): un doppio album tra rock da ballare e ballate struggenti.
    • Nebraska (1982): registrato in casa, solo voce, chitarra e armonica. Essenziale.
    • Born in the U.S.A. (1984): quello dei grandi successi, ma da ascoltare con attenzione ai testi.
    • The Rising (2002): il disco del tour con cui l’ho visto la prima volta dal vivo.

    Il mio consiglio? Ascoltali in ordine, dal più vecchio al più recente, magari con i testi davanti. È come leggere un lungo romanzo: i personaggi crescono, le strade cambiano, i sogni dei ragazzi di Born to Run diventano le domande degli adulti. E si capisce perché tante persone, di generazioni diverse, si riconoscono in queste canzoni.

    Discografia completa e date dei concerti si trovano sul sito ufficiale, brucespringsteen.net.

    Una passione che crea legami

    La cosa più bella, col tempo, è stata scoprire che questa passione unisce. Grazie a Bruce ho conosciuto tante persone e realtà come NOI & Springsteen di Bergamo e GloryDays Rimini in Rimini, dove i fan si ritrovano tra musica dal vivo, incontri e amicizie che durano negli anni.

    E da Springsteen il cammino si è allargato ad altri artisti che stimo molto, come Elliott Murphy, Ward Hayden & The Outliers e Michael McDermott. Ne parlerò nei prossimi articoli.

    Anche tu sei un fan del Boss? Raccontami il tuo primo concerto dalla pagina Contatti. Le mie altre passioni le trovi in Passioni.