Come riconoscere una email truffa, o un SMS falso, prima di cascarci? Quasi ogni giorno qualcuno mi chiede: “Daniele, mi è arrivato questo messaggio, è vero?”. Il pacco in giacenza, la banca che blocca il conto, la multa da pagare entro oggi. In tanti anni di informatica ho imparato una cosa: non serve essere esperti, basta fermarsi cinque secondi e fare qualche controllo.
Si chiama phishing (o smishing quando arriva via SMS): un messaggio che imita una banca, un corriere o un ente pubblico per farti cliccare su un link e rubarti password, dati della carta o codici.
Come riconoscere una email truffa: i 5 controlli
- Chi scrive davvero? Guarda l’indirizzo del mittente, non solo il nome. “Poste Italiane” che scrive da un indirizzo strano come assistenza-poste@qualcosa.xyz non è Poste Italiane.
- C’è fretta? “Entro 24 ore”, “ultimo avviso”, “il tuo conto verrà chiuso”. La fretta è l’arma preferita dei truffatori: serve a non farti ragionare.
- Dove porta il link? Prima di toccarlo, sul computer passaci sopra con il mouse; sul telefono tienilo premuto senza aprirlo. Se l’indirizzo non è quello ufficiale, o è pieno di lettere e numeri a caso, lascia stare.
- Ti chiedono dati riservati? Nessuna banca ti chiede mai password, PIN o codici via email, SMS o telefono. Mai.
- Te lo aspettavi? Se non hai ordinato nulla, il “pacco in giacenza” non è tuo. Se non hai quel conto, la banca non può bloccartelo.
Gli esempi più comuni
I truffatori cambiano spesso travestimento, ma le storie sono quasi sempre le stesse:
- Il finto pacco in giacenza: un SMS da un “corriere” che chiede pochi euro per una nuova consegna o per lo sdoganamento.
- La banca che blocca il conto: un messaggio che ti invita a “verificare i dati” cliccando su un link.
- La multa o il rimborso: una falsa comunicazione da un ente pubblico, con un link per pagare o per ricevere soldi.
- Il finto figlio: su WhatsApp arriva “Ciao mamma, ho cambiato numero”, e poco dopo una richiesta urgente di denaro.
- Il premio: hai vinto un telefono, devi pagare solo la spedizione.
Cosa fare se hai un dubbio
La regola d’oro è semplice: non usare mai il link o il numero che trovi nel messaggio. Apri tu l’app ufficiale della banca o del corriere, oppure chiama il numero che trovi sul loro sito o sul retro della carta. Se il problema è vero, lo troverai lì.
Poi segnala il messaggio come spam ed eliminalo. Sul telefono puoi anche bloccare il numero.
E se ho già cliccato?
Niente panico, ma agisci subito:
- se hai inserito una password, cambiala immediatamente (e anche negli altri siti dove usi la stessa);
- se hai dato i dati della carta o della banca, chiama subito la tua banca e fai bloccare la carta;
- se hai installato qualcosa sul telefono su richiesta del messaggio, chiedi aiuto a qualcuno di fiducia prima di continuare a usarlo.
Ci vuole un attimo per cascarci, anche ai più attenti e a chi “di computer ne capisce”: non è una questione di intelligenza ma di fretta. Per questo il consiglio più utile resta uno solo: fermati cinque secondi prima di cliccare.
Come difendersi in anticipo
- Attiva la verifica in due passaggi (chiamata anche autenticazione a due fattori) su email, banca e social: anche se qualcuno scopre la password, senza il codice sul tuo telefono non entra.
- Usa password diverse per ogni sito: se una viene rubata, le altre restano al sicuro.
- Tieni aggiornati telefono, computer e app: gli aggiornamenti chiudono le falle che i truffatori sfruttano.
- Segnala i tentativi di truffa alla Polizia Postale, sul sito commissariatodips.it.
Hai ricevuto un messaggio sospetto e non sai se fidarti? Scrivimi dalla pagina Contatti. Altre guide pratiche le trovi in Impara con me.
